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Trovo un impegnativo terreno di confronto per le mie foto, e, cosa non meno importante, la compagnia di amici con un comune denominatore nell’amore per la Natura. Il 2000 è l'anno in cui decido di tentare la via della fotografia a tempo pieno, lasciando il precedente lavoro d'ufficio; una decisione salutata con fortunata coincidenza di tempi dalla vittoria nel 1° Gran Premio Italiano di Fotografia Naturalistica organizzato dalla rivista Oasis, sia nella categoria "Fiori e piante" che in "Paesaggi naturali". Sarò presente tra i premiati in ognuna delle quattro successive edizioni, eccetto nel 2002, anno in cui ho fatto parte della giuria. In seguito ottengo altri riconoscimenti anche a livello internazionale, tra i quali mi piace ricordare, perché un premio di letteratura, il Secondo premio per gli "Articoli giornalistici" nella 9a edizione del Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica "Parco Majella", con il servizio "Stregata dall'Aurora" (Oasis mar/apr 06). Negli anni pubblico articoli completi, copertine e immagini sulle principali riviste specializzate. Le mie immagini appaiono su diversi libri di varia estrazione. Dal 2004 al 2008 ho curato le rubriche di fotografia naturalistica della rivista Oasis, pubblicando un totale di 71 pezzi su 20 numeri della rivista. Le rubriche sono quasi interamente on-line qui. Nel periodo 2008 - 2009 ho firmato sulla rivista Asferico l'editoriale intitolato "Attraverso lo specchio". Tra le collaborazioni non editoriali spicca quella con la società Lem Art Group per la realizzazione di calendari, manifesti e prodotti di cartoleria a distribuzione internazionale. Alla fine del 2001 pubblico il mio primo libro: "Le Forme Incerte", per la Pubblinova Ed. Negri. Nella primavera del 2007 un altro cambio di pelle: dopo tanti viaggi in Scandinavia io e mia moglie ci trasferiamo a vivere in Svezia, a Särna nella regione Dalarna. Nel 2010 la pubblicazione del mio secondo libro, un diario fotografico (ma non solo) di 13 anni di viaggi e vita in Svezia: "La mia Svezia - storie di un fotografo italiano al Nord"." Il 2012 vede la pubblicazione del mio terzo titolo: "Orchidee spontanee dell'Appennino Pavese", stavolta una guida da campo, realizzata con Thomas Abeli e Gilberto Parolo. |
Ph. Patricia Cowern/Arctic Image Una nota personale "Concepisco la fotografia di natura come qualcosa che va oltre la semplice documentazione. Credo nella valenza etica del bello, come momento formativo della coscienza, e per quanto mi riguarda il bello, quello che mi emoziona e mi arricchisce, corrisponde al naturale. Vivo la fotografia come esperienza di armonia con l’ambiente, perché con i suoi tempi dilatati, il contatto con i grandi spazi e con la fauna, la stretta relazione con i cicli propri della vita naturale, mi aiuta a pormi in maniera corretta e riflessiva nei confronti di ciò che mi circonda, oltre a darmi sensazioni dimenticate. Fotografare la Natura mi ha consentito di forare il diaframma che mi separava dalla terra e che mi avvolgeva come un bozzolo, ottundendo la mia capacità di vedere, ma soprattutto di sentire con l’anima, di ascoltare lo spirito delle cose. Mi piace sentirmi parte del tutto, attingere a questa fonte inesauribile di bellezza ponendomi di fronte alla moltitudine di esseri e scenari come un loro pari, con l’umiltà di chi attribuisce la medesima importanza e dignità ad ogni manifestazione della vita naturale."
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