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Länsmansgården

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"Ciò
che conta in fotografia non è né il modo in cui si presenta il
corredo, né la marca dell'apparecchio e nemmeno il prezzo
che lo si è pagato, ma piuttosto la sua idoneità al lavoro che si deve
svolgere, la sua qualità tecnica e l'abilità con cui il fotografo sa
adoperarlo. Alla fin fine una fotocamera non ha certo più capacità
creativa di un pugno di argilla, che tuttavia, nelle mani di un artista, può senz'altro divenire simbolo di vera
espressione creativa"
Questa
frase, citata da Andreas Feininger, racchiude una semplice
verità che molto spesso viene trascurata. Sgombrato il campo da ogni
equivoco "feticista", resta tuttavia il fatto che nella fotografia
un buon strumento può essere di aiuto, soprattutto in un genere con aspetti
molto specialistici come la fotografia naturalistica. Per questo motivo,
e perchè mi viene chiesto spesso, presento il panorama della mia
attrezzatura. Questo non significa che il mio corredo sia l'ideale per
la fotografia naturalistica; è semplicemente un personale compromesso
tra i costi e gli ingombri, da una parte, e le mie esigenze dall'altra,
in termini di qualità e generi praticati.
Aggiornamento
del 11/11/2009: l'avvento del digitale ha avuto come conseguenza che
si sia messo ancora di più l'accento sul mezzo, sulla marca,
sull'oggetto come passaggio fondamentale per la produzione di una buona
immagine. Concetto ovviamente fuorviante. E' sì vero che occorre che il
materiale produca immagini sopra una soglia minima di qualità, ma
questo è tutto ciò che fa. Ancor più di prima si è perso di vista
chi sta dietro alla fotocamera, le sue sensazioni, il modo che ha di
restituirle in immagine; le sue idee, la sua freschezza, la sua
originalità. O la loro assenza. Per questo ho deciso di aderire
interamente alle affermazioni di Feininger citate più sopra, e di
eliminare il dettaglio dei marchi e dei modelli del materiale che
utilizzo.
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Fotocamere
Due corpi
reflex digitali da 10 Mp e 12 Mp, una fotocamera digitale compatta da 15 Mp con capacità RAW.
Posseggo ancora dei corpi a pellicola, che
in sostanza non utilizzo più. Ho utilizzato in passato fotocamere di medio e grande formato, 6x9, 6x7 e 10x12 . |
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Obiettivi
Utilizzo
ottiche che vanno dai 12 mm fino ai 500 mm, integrate da un moltiplicatore di
focale 1,4X. |
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Lampeggiatori
4
Lampeggiatori, tutti dotati della regolazione di
potenza in manuale, indispensabile per fotografare gli uccelli in volo
con tecniche speciali.
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Treppiedi
Uso due treppiedi di dimensioni e
caratteristiche differenti. Uno più pesante per le foto di paesaggio
e di animali da appostamento fisso, ma ancora usabile in escursione; l'altro, piccolo e leggero ma comunque
solido e affidabile, per la macro e nelle escursioni più pesanti. Uso teste a
sfera su entrambi, e una una testa video per l'uso da appostamento con le
ottiche più lunghe. |
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Filtri
Uso i filtri con molta parsimonia, ed in
ogni caso esclusivamente il Polarizzatore, una coppia di filtri Graduati Neutri
ND2x
e ND8x e un filtro Grigio Neutro ND8x. |
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Zaini
Utilizzo quattro zaini di grandezza
progressiva, scegliendo volta per volta quello più adatto alla
situazione. Il più capiente può contenere un supertele luminoso col
corpo montato, qualche ottica aggiuntiva e un flash. |
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Accessori
● Esposimetro
esterno per luce ambiente e flash, riflessa e incidente.
● Lente addizionale.
● un mirino angolare, insostituibile nella macro.
● Un tubo di prolunga, che uso con i lunghi
teleobiettivi per ridurre la minima distanza di messa a fuoco.
● Scatto flessibile.
● Set di fotocellule.
● tre capanni,
uno derivato da un classico capanno da caccia con tubi in ferro a forma
di scatola, l'altro autocostruito a igloo con paleria flessibile, del
peso totale di soli 3 kg.; l'ultimo capanno del tipo pop-up.
A
tutto questo va aggiunto un lungo elenco di cavi
e cavetti, morsetti, adattatori, teli e aggeggi vari.
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