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© Vitantonio Dell'Orto

 

Surf a due piazze

Quando il rispetto fa la differenza

Pubblicato in "L'immagine raccontata", Oasis 169, apr 07

 

Da molti anni viaggio all'estero, ma una cosa riesce ancora a stupirmi regolarmente: la maggiore fiducia degli animali nei confronti dell'uomo. In genere è il comportamento degli uccelli quello che marca di più la differenza tra i due versanti delle Alpi, tanto per restare nel nostro continente. Che siano gli svassi in cova a pochi metri dalla promenade sul lago di Annecy, se non addirittura sulle barche ormeggiate sul lago Lemano; che siano i picchi di Siria che scavano gli alberi sui viali cittadini dell'Austria orientale, o gli aironi che contendono la preda ai pescatori sui canali di Amsterdam. 

Non occorre essere un esperto per accorgersene: basta semplicemente essere un amante della Natura, e aver sviluppato un minimo di attenzione verso le sue manifestazioni. La ragione di questa disparità è amara per chi ha a cuore il nostro paese: non è solo il fatto che altrove ci siano statisticamente più animali, poiché la caccia ha un impatto minore e non si spara in modo arbitrario (ed il territorio in genere è meglio salvaguardato).

Sopra ogni altra cosa si percepisce con chiarezza un maggior rispetto delle persone nei confronti degli esseri che dividono la terra con noi. Gli animali sembrano apprezzare, ed imparano in fretta ad accettare la presenza umana, al di là dei motivi pratici che spingono alcuni di loro a colonizzare gli spazi cittadini: più riparo, meno predatori e più calore in inverno. 

L'Olanda è probabilmente la nazione regina, sotto questo aspetto. Pur essendo in gran parte antropizzata (detiene il record per la densità demografica), è il luogo in cui la convivenza tra uomo e animali è più felice, e questi ultimi più rispettati. Non c'è da stupirsi, quindi, che questa famiglia di folaghe avesse preso possesso di un surf ormeggiato in un tipico canale cittadino, dove l'acqua scorre placida come la vita del piccolo borgo turistico. 

Uno degli adulti porta materiale per sistemare il nido in cui un giovane già sviluppato reclama a gran voce un'imbeccata a cui, tra breve, dovrà rinunciare per diventare indipendente. Il tutto nell'indifferenza assoluta dei passanti, se si esclude un italiano eccitato e disteso sul selciato che si sporge pericolosamente sull'acqua con una fotocamera in mano.

 

© Vitantonio Dell'Orto 06/2007