|
Qualche ramo caduto e qualche deiezione maldestramente diretta
sull'ingresso della chiesa avevano forse fatto da casus belli, laddove più
probabilmente era la collocazione del nido a turbare chi si doveva occupare
proprio dell'immagine del Signore. Ma quale migliore destino per essa
(l'immagine, intendo) che non essere letteralmente il sostegno di una nuova vita
che si rinnova stagione dopo stagione, favorendo le sorti di questo grande
uccello dal sorriso perenne, che vive sulle case, fedele e dedito alla famiglia,
e che annuncia la primavera? Non c'è davvero da stupirsi che la cicogna faccia
parte da millenni della cultura umana e sia diventata un'icona popolare.
In qualsiasi modo sia
andata, il nido ha continuato indisturbato a produrre giovani cicogne, anno dopo
anno, ed è diventato nel tempo un vanto e un simbolo per il paese, e immagino
anche per il parroco.
Un storia a lieto
fine? In parte: nonostante l'aura di simpatia che lo circonda e il ritorno nel
nostro paese, si tratta di un uccello minacciato da un complessivo calo
demografico. Il futuro della cicogna in Europa non sembra essere particolarmente
roseo: l'erosione dell'habitat adatto, l'industrializzazione delle campagne e
l'eliminazione delle architetture tradizionali non si arrestano a dispetto delle
campagne sulla biodiversità, spesso più tese a criticare i paesi esotici che
non a curarsi di ciò che, quotidianamente, accade fuori dalla porta di casa. Se
il modello di sviluppo non cambierà, sia nel nostro continente che nei remoti
territori di svernamento, la sorte della cicogna, e non solo la sua, appare
segnata.
Pensateci, quando sarete di fronte alla chiesa di Barengo.
Aggiornamento
dell'1 maggio 2008
L'amico Celestino
Marelli mi fa giungere un aggiornamento sulla storia delle cicogne di Barengo.
Il nido, in tutta evidenza, non era poi in mani così buone, dal momento che la
statua è stata rimossa nel 2005 a causa del rifacimento del tetto della chiesa e il nido
è stato tolto perché "rischiava di far cadere la statua per il peso dei
rami" (consentitemi di essere un po' perplesso su questo punto). Resta
tuttavia la particolarità della storia, e l'invito a visitare Barengo...
perchè per fortuna le cicogne non hanno smesso di nidificare, tutt'altro: un nuovo nido su un
palo del telefono all'entrata del paese, cito Celestino, "sforna ogni anno costantemente
3-4 giovani".
|