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    Una nidiata in buone mani

    Le Cicogne di Barengo

    Pubblicato in "Un luogo, una foto" mar 08, Oasis 174


    Sarà già tornata? Arrivava in questo periodo. Sarà ancora lì il nido? Da qualche anno, complici le mie personali migrazioni, non capito più per Barengo (NO) per il tradizionale saluto alla coppia di Cicogna bianca (Ciconia nigra) che lì ha deciso di nidificare. Le cose della Natura sono transitorie, e niente dura per sempre; magari sarà proprio qualche lettore a ragguagliarmi sulla sua situazione recente. Per la verità "nidificare" suona un po' riduttivo: più che un nido è un trionfo di ingegneria animale, un trono che può arrivare a due metri di spessore, un altare. Metafora pertinente considerando il sito scelto: una statua, un'immagine sacra che troneggia sulla facciata della locale chiesa parrocchiale, in pieno borgo. 

    Nulla di strano che la cicogna abbia scelto una collocazione urbana, visto che da sempre questi uccelli associano il loro destino a quello delle costruzioni umane. Decisamente meno usuale è lo sfruttamento di siffatta struttura in modo così singolare.

    La storia del nido è un classico del genere, una vicenda che nasce agli esordi degli anni '90, quando una maggior sensibilità nell'opinione pubblica aveva consentito a qualche coppia di cicogne di colonizzare le aree rurali della provincia di Novara. Nidi posti su pali del telefono, o tralicci dell'elettricità, o più frequentemente sui campanili dei paesi che fanno capolino tra le risaie di queste zone piemontesi. 

    I primi tempi non era sufficiente il gradimento della gente: ricordo chiaramente un paio di nidi difesi costantemente da una pattuglia di carabinieri. Storia vecchia, per fortuna, almeno in quelle aree.

    Narrano le voci di paese che sulle prime il parroco non fosse particolarmente contento della novità, e avesse tentato di dissuadere, per così dire, gli uccelli dal continuare.

     Qualche ramo caduto e qualche deiezione maldestramente diretta sull'ingresso della chiesa avevano forse fatto da casus belli, laddove più probabilmente era la collocazione del nido a turbare chi si doveva occupare proprio dell'immagine del Signore. Ma quale migliore destino per essa (l'immagine, intendo) che non essere letteralmente il sostegno di una nuova vita che si rinnova stagione dopo stagione, favorendo le sorti di questo grande uccello dal sorriso perenne, che vive sulle case, fedele e dedito alla famiglia, e che annuncia la primavera? Non c'è davvero da stupirsi che la cicogna faccia parte da millenni della cultura umana e sia diventata un'icona popolare. 

    In qualsiasi modo sia andata, il nido ha continuato indisturbato a produrre giovani cicogne, anno dopo anno, ed è diventato nel tempo un vanto e un simbolo per il paese, e immagino anche per il parroco.

    Un storia a lieto fine? In parte: nonostante l'aura di simpatia che lo circonda e il ritorno nel nostro paese, si tratta di un uccello minacciato da un complessivo calo demografico. Il futuro della cicogna in Europa non sembra essere particolarmente roseo: l'erosione dell'habitat adatto, l'industrializzazione delle campagne e l'eliminazione delle architetture tradizionali non si arrestano a dispetto delle campagne sulla biodiversità, spesso più tese a criticare i paesi esotici che non a curarsi di ciò che, quotidianamente, accade fuori dalla porta di casa. Se il modello di sviluppo non cambierà, sia nel nostro continente che nei remoti territori di svernamento, la sorte della cicogna, e non solo la sua, appare segnata.

    Pensateci, quando sarete di fronte alla chiesa di Barengo.

    Aggiornamento dell'1 maggio 2008

    L'amico Celestino Marelli mi fa giungere un aggiornamento sulla storia delle cicogne di Barengo. Il nido, in tutta evidenza, non era poi in mani così buone, dal momento che la statua è stata rimossa nel 2005 a causa del rifacimento del tetto della chiesa e il nido è stato tolto perché "rischiava di far cadere la statua per il peso dei rami" (consentitemi di essere un po' perplesso su questo punto). Resta tuttavia la particolarità della storia, e l'invito a visitare Barengo... perchè per fortuna le cicogne non hanno smesso di nidificare, tutt'altro: un nuovo nido su un palo del telefono all'entrata del paese, cito Celestino, "sforna ogni anno costantemente 3-4 giovani".