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    condomini di aironi in Lomellina

    Pubblicato in "Un luogo, una foto" gen 08, Oasis 173


    Chi si occupa di natura in Italia sa bene che, a dispetto di una gran varietà d'ambienti, il nostro paese non è certo famoso per i numeri delle presenze faunistiche. In parole povere ci sono pochi animali, pochi uccelli in particolare. I motivi sono noti: disturbo, pressione venatoria, inquinamento, distruzione degli habitat per l'attività umana. 

    C'è però almeno una categoria di uccelli che da quest'ultima trae vantaggio. Siamo tra i maggiori produttori di riso. Intere province della Pianura Padana occidentale sono coltivate a risaia. Un infinito mosaico di specchi d'acqua immoti copre la campagna primaverile per decine di chilometri, creando un paesaggio singolare e affascinante in cui si riflette il bianco delle cime alpine ancora innevate. In genere la monocoltura affossa la vita naturale, e le risaie non sfuggirebbero a questa legge, non fosse per gli aironi (e gli uccelli migratori che le usano come sosta durante il viaggio). 

    Per questi uccelli la risaia è un bacino d'allevamento per il cibo: libellule ed altri insetti (e relative larve), rane e girini. Gli ardeidi si giovano anche delle aste fluviali che intersecano la pianura, dal Sesia al Ticino al Po; nel complesso, la loro popolazione è la maggiore del continente, consentendo per una volta al nostro paese di primeggiare in una classifica naturale. 

    Nidificano in colonie sugli alberi (in genere ontani o salici) chiamate garzaie; ne esistono di monospecifiche o miste, in cui ogni specie occupa uno specifico livello dell'albero secondo regole non scritte che garantiscono la convivenza (senza bisogno di assemblee condominiali). Quando sono particolarmente ricche, e i condòmini numerosi, si può legittimamente parlare di città degli aironi, metafora sfruttata ma non per questo meno efficace, visto che si possono contare migliaia di esemplari in un solo sito. 

    Il periodo riproduttivo inizia già verso febbraio (l'airone cenerino è stanziale e non deve migrare prima di nidificare), in modo che lo sviluppo dei nuovi nati coincida con la maggior disponibilità alimentare possibile. 

    La Lomellina, la provincia di Pavia verso il Piemonte, ospita alcuni dei siti più interessanti, per lo più protetti da oasi o tenute private. Sant'Alessandro, Celpenchio, Candia sono alcune delle località in cui trovarli; la garzaia del Lago di Sartirana accoglie la nidificazione, fatto straordinario, di tutte le specie di ardeidi coloniali europei. Non solo di città si tratta, ma talvolta anche di singoli palazzi, spersi nella campagna uniforme come i grandi alberi solitari di Langosco, che regalano scorci africani quando l'assenza di foglie fa risaltare il grafismo delle chiome che si stagliano contro un orizzonte infuocato dal tramonto.