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    Alberi ad Alberese

    Una pineta di Maremma

    Pubblicato in "Un luogo, una foto" di gen/feb 07, Oasis 168


    Amo il Mediterraneo d'inverno, e cerco di non farmi mancare almeno un viaggio lungo le nostre coste, nella cosiddetta "brutta stagione". Non ero mai stato, tuttavia, nel parco regionale della Maremma, considerato, a ragione, una delle perle naturalistiche italiane. Nel tiepido gennaio di quest'anno eccomi quindi a girovagare lungo la strada che dal borgo di Alberese, appena dietro i Monti dell'Uccellina, conduce a Marina di Alberese, toponimo che cela semplicemente una spiaggia con un piccolo parcheggio. Il percorso è noto per le volpi che, abituate al frequente passaggio, hanno sviluppato nei confronti dell'uomo un grado di confidenza assoluto . Si palesano lungo i bordi di strada e sentieri per mendicare, con una piega del capo e un paio di sbadigli, qualche offerta dai molti turisti che vanno al mare, orrendamente affollato in estate.

    Confesso che la bellezza della pineta mi ha commosso: gli alberi sono maestose sagome perfette, le chiome ad ombrello ad incastrarsi visivamente le une alle altre, verde brillante contro il tenero azzurro del cielo; il sole basso del mattino la attraversa, colpisce libero tronchi e rami e li incendia di colore. La luce avvolge il bosco con una cortina dorata morbida e soffusa, complice l'umidità invernale che si tramuta in eterea foschia: un'epifania visiva straordinaria.

    Manca forse la festa cromatica degli ospiti estivi o delle fioriture, ma per il resto il fascino dell'ambiente mediterraneo resta tutto intero. Daini e cinghiali fanno capolino dai cespugli e attraversano frettolosamente strade e sentieri, mentre delle volpi si è già detto.

    La strada per la Marina è a pedaggio, in estate, e gratuita in inverno, sebbene chiusa da un'ora dopo il tramonto all'alba. La pineta non è visitabile liberamente; è possibile prendere il sentiero segnalato come A7 (biglietto al Centro Parco di Alberese) che si stacca qualche centinaio di metri prima della spiaggia e si dirige verso la Bocca d'Ombrone. Qui la pineta si manifesta in tutta la sua bellezza per poi diradarsi e lasciare spazio a grandi chiari d'acqua, habitat che sono la vera maremma, termine poi usato per estensione in riferimento a tutta l'area geografica. Non è difficile osservare i fenicotteri lungo questo tratto, diffusi ormai in buona parte del Mediterraneo. 

    Alla foce del fiume si trova un capanno attrezzato, per la verità in posizione non molto feconda. Il rientro verso il parcheggio si perfeziona lungo la spiaggia, ormai ridotta a poca cosa dall'erosione del mare, ma splendida nel suo caos di bianchi tronchi spiaggiati e contorti, cangianti nella meravigliosa luce del tramonto come pareti dolomitiche. Venendo all'immagine, qualcuno mi ha fatto notare che le parti chiare (acqua e cielo) ricordano a loro volta la sagoma un pino domestico, come in un disegno di Escher. Un effetto, come spesso capita, assolutamente casuale.