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    Selva d'ottobre

    Autunno nel Bayerischer Wald

    Pubblicato in "Un luogo, una foto" di set/ott 05, Oasis 162


    Di fotografia in condizioni controllate e della sua opportunità abbiamo già parlato (vedi "Chi ha paura del lupo captivo?"). Il miglior esempio di questo tipo è sicuramente l’area faunistica (Tier Freigelande) presente all’interno del Parco della Foresta Bavarese in Germania, ben conosciuta a livello europeo ma forse non altrettanto nel nostro paese, usualmente tiepido riguardo alle Mitteleuropa (in genere amiamo gli estremi: o ai tropici o a Capo Nord), almeno se parliamo di mete naturali. Il Parco è situato al confine con la Repubblica Ceca, ed i recinti (termine ingeneroso) sono collocati presso il comune di Neuschönau. Lungo un percorso di alcuni chilometri nella splendida foresta, grandi aree delimitate ospitano la fauna tipica della regione.

    L’ingresso è gratuito (non così i parcheggi), e i villaggi bavaresi tradizionalmente economici e ospitali. I sentieri sono percorribili anche in inverno, qui piuttosto lungo e nevoso: l’atmosfera allora si fa fiabesca, per usare un aggettivo logoro. È forse ottobre, tuttavia, il mese ideale per la visita: il clima non è ancora rigido, la calca estiva assente, gli orsi ancora attivi e il bosco misto di faggi e conifere si trasforma in un caleidoscopio di colori caldi.

    L’ambiente e i grandi spazi danno al sito una connotazione molto diversa dai finti zoo che purtroppo stanno sorgendo un po’ ovunque; la situazione qui è plausibile dal punto di vista naturale. La visita permette di incontrare il bisonte, il cinghiale e il cervo, tra gli altri, ma le grandi star del sito sono innegabilmente l’orso, il lupo e la lince. La possibilità di effettuare scatti quasi impossibili da realizzare in libertà richiama i fotografi come in pochi altri posti. La piattaforma della lince, in particolare, ospita spesso dei veri parterres de roi: può capitare di trovarsi fianco a fianco con i più noti fotografi naturalisti europei e italiani, ed è un piacere condividere le ore di attesa chiacchierando di natura e scambiandosi bicchieri di cordiale. 

    Femmina di Lince con il cucciolo

    Questo fa della Tier Freigelande un luogo privilegiato di fraternizzazione, al di là del suo interesse strettamente fotografico.

    "Ore di attesa"… sì, la fotografia al recinto non è necessariamente facile. La certezza di avere un soggetto disponibile si paga paradossalmente con l’impossibilità di avvicinarlo, di muoversi nell’ambiente, di scegliere il punto di ripresa e lo sfondo più adatto; oltretutto, visti i presupposti, nessuno perdonerà una foto mediocre, o anche solo normale. Ci si deve adattare a quello che la postazione offre, e attendere passivamente il momento in cui l’animale deciderà di offrirsi agli sguardi interessati dei fotografi. La foto a fianco è il primo scatto realizzato dopo un’intera settimana di attesa in buona compagnia, ma con scarsa fortuna, dedicata alla lince. "Non ne valeva la pena", penserete, ed è vero, dal punto di vista utilitaristico, ma come spesso accade il viaggio é altrettanto importante della meta: le lunghe giornate trascorse osservando il bosco, in comunione con l’ambiente, sono state di per sé un’esperienza gratificante. Quando l’animale infine appare il vocìo si blocca di colpo, gli obiettivi ruotano in sincrono, come vessilli sospinti da un colpo di vento; per brevi attimi risuona solo il fruscio dei motori di trascinamento. Un minuto, due: poi la lince (o il lupo, o l’orso) tornerà a nascondersi dietro un masso; le schiene si solleveranno, si schiuderanno i sorrisi, i thermos torneranno ad inclinarsi, e le tazze ad alzarsi.