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Gemme come germogli,
boccioli, ma anche gemme come gioielli, pietre preziose che la Natura dissemina
a manciate a ingentilire il sottobosco di marzo: gli araldi di primavera sono il
Bucaneve, il Campanellino di primavera, il Dente di cane, la Primula comune o la
Scilla, protagonista dell'immagine. I suoi fiori di un delicato blu/violetto
emergono tra due foglie lunghe e strette, da cui il nome specifico di Scilla
bifolia.
Cercatele nei boschi
della valle del fiume Ticino, sia sul lato lombardo del parco regionale che su
quello piemontese; cercatele nella zona di Oleggio come sulle colline
all'altezza di Varallo Pombia, nel Bosco Ginestre di Morimondo così come in
quello della Zelata di Bereguardo. È qui che, a partire dalla fine di febbraio,
la fioritura precoce esibisce i suoi pezzi migliori. In questo periodo la
foresta ha ancora un aspetto spoglio: alberi e cespugli dovranno attendere
ancora molte settimane prima di sfoggiare le nuove foglie, ma nel frattempo il
suolo si colora di una tavolozza variopinta.
Eventi naturali
ricorrenti di questo tipo vengono spesso dati per scontati; così probabilmente
a nessuno viene in mente di chiedersi perché esistono le fioriture precoci.
Come mai le piante non fioriscono simultaneamente quando la stagione è
apparentemente più calda e propizia? La ragione risiede nella competizione tra
le diverse specie, competizione che esiste anche nel mondo vegetale, pur essendo
questo fenomeno difficile da apprezzare da parte nostra per i suoi tempi
dilatati.
La diversificazione
è la strategia che viene utilizzata per garantire al maggior numero di specie
la sopravvivenza, ed è una strategia comune ad ogni aspetto del regno della
Natura. Non a caso si dice che "la Natura aborre il vuoto", e, con
termine più attuale e persino abusato, si definisce biodiversità l'infinita
varietà di forme viventi nata per adattarsi e colonizzare ogni tipo di
ecosistema, in ogni condizione ambientale.
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Scilla
bifolia
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