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    Gemme di primavera 

    Fioriture precoci nella Valle del Ticino

    Pubblicato in "Un luogo, una foto" di Oasis 160, mag/giu 05


    Gemme come germogli, boccioli, ma anche gemme come gioielli, pietre preziose che la Natura dissemina a manciate a ingentilire il sottobosco di marzo: gli araldi di primavera sono il Bucaneve, il Campanellino di primavera, il Dente di cane, la Primula comune o la Scilla, protagonista dell'immagine. I suoi fiori di un delicato blu/violetto emergono tra due foglie lunghe e strette, da cui il nome specifico di Scilla bifolia.

    Cercatele nei boschi della valle del fiume Ticino, sia sul lato lombardo del parco regionale che su quello piemontese; cercatele nella zona di Oleggio come sulle colline all'altezza di Varallo Pombia, nel Bosco Ginestre di Morimondo così come in quello della Zelata di Bereguardo. È qui che, a partire dalla fine di febbraio, la fioritura precoce esibisce i suoi pezzi migliori. In questo periodo la foresta ha ancora un aspetto spoglio: alberi e cespugli dovranno attendere ancora molte settimane prima di sfoggiare le nuove foglie, ma nel frattempo il suolo si colora di una tavolozza variopinta.

    Eventi naturali ricorrenti di questo tipo vengono spesso dati per scontati; così probabilmente a nessuno viene in mente di chiedersi perché esistono le fioriture precoci. Come mai le piante non fioriscono simultaneamente quando la stagione è apparentemente più calda e propizia? La ragione risiede nella competizione tra le diverse specie, competizione che esiste anche nel mondo vegetale, pur essendo questo fenomeno difficile da apprezzare da parte nostra per i suoi tempi dilatati. 

    La diversificazione è la strategia che viene utilizzata per garantire al maggior numero di specie la sopravvivenza, ed è una strategia comune ad ogni aspetto del regno della Natura. Non a caso si dice che "la Natura aborre il vuoto", e, con termine più attuale e persino abusato, si definisce biodiversità l'infinita varietà di forme viventi nata per adattarsi e colonizzare ogni tipo di ecosistema, in ogni condizione ambientale.

    Scilla bifolia

    La rinascita dell'intero bosco segue una precisa sequenza, uno schema del quale si potrà accorgere chi tornerà a visitarlo di settimana in settimana. I fiori precoci approfittano della mancanza di foglie sugli alberi per attingere alla grande disponibilità di luce solare che penetra sino al suolo. Approfittano, in sostanza, di un periodo meno "affollato" per garantirsi visibilità e spazio, e lo fanno adottando uno stratagemma: nella maggior parte dei casi queste piante sono dotate di bulbi o rizomi, quindi di un apparato radicale in grado di accumulare durante il riposo vegetativo invernale tutta l'energia necessaria per una veloce e anticipata germinazione primaverile. Sono gli sprinters del mondo dei fiori: è un meccanismo che conosciamo bene nei bulbi ornamentali di coltivazione; molti di essi derivano dalle specie selvatiche più belle, selezionate e modificate per i nostri giardini (tulipani, narcisi e muscari tra tutti) quando non addirittura commercializzati nella forma originaria (fritillaria, bucaneve, scille).

    Dopo di loro saranno gli arbusti a schiudere il fogliame, dai più bassi ai più alti; per ultime le chiome degli alberi chiuderanno la volta del bosco. Con la copertura foliare completa la foresta riuscirà ad affrontare la stagione calda e secca trattenendo l'umidità nel sottobosco umido e scuro. Questo meccanismo a livelli che si distende in altezza permette ad ogni tipo pianta di sfruttare al massimo le risorse energetiche di cui necessita, e all'ecosistema "bosco", che può essere considerato un vero e proprio organismo unico, di prosperare sino all'autunno successivo.