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    Anatre all’arancio

    Visitatori invernali nel Lago Lemano 

    Pubblicato in "Un luogo, una foto" di Oasis 159, gen/feb 05


    L’avvento della stagione fredda spinge molti uccelli a spostarsi verso luoghi dal clima più mite. Una buona parte risolve il problema radicalmente con la migrazione in Africa; altre specie si limitano a movimenti parziali, dal nord al sud del continente europeo. È il caso degli svernanti nordici, uccelli acquatici come anatre e svassi, strolaghe e smerghi, che trovano rifugio nei bacini lacustri dell’Europa centro-meridionale, in particolare quelli sul versante alpino e prealpino opposto al nostro, in Germania e Svizzera. È un’occasione per vedere animali che di solito vivono molto distanti da noi, un’opportunità che l’appassionato di birdwatching o il fotografo non si lasciano scappare. Così, da molti anni, i mesi più freddi vedono le levatacce di manipoli di entusiasti disposti a viaggiare per ore per vedere uno smergo maggiore galleggiare presso qualche imbarcadero.

    Un moriglione (Aythya ferina) in un porticciolo. 

    Foto R. Fano/A. Flagiello

    Una delle mete più gettonate di questi pellegrinaggi, fino a qualche anno fa, era il Lago di Lucerna, o il vicino Lago di Zug, entrambi in Svizzera centrale, e quindi relativamente a portata di mano per l’appassionato dell’Italia Settentrionale. Negli ultimi anni la diffusione in Italia del birdwatching è stata confortante e la base di praticanti si è allargata. La moltiplicazione delle osservazioni e le attuali possibilità di comunicazione (Internet su tutte) hanno portato ad alcune sorprese. Più territorio coperto, più informazioni e queste condivise in tempo reale: il risultato è la scoperta che anche i laghi italiani ospitano consistenti numeri di svernanti, anche rari. Per dirla tutta, forse è sempre stato così, ma nessuno si era mai preoccupato di cercarli.

    Per il fotografo, tuttavia, è ancora gratificante oltrepassare i confini nazionali, non foss’altro che per trovare animali molto più confidenti, dal momento che il grado di rispetto nei loro confronti resta comunque superiore, all’estero. Il Lago Lemano, adagiato tra Savoia e Svizzera francese, è un bell’esempio di quanto esposto finora: dal porticciolo di Le Bouveret in Svizzera, passando per le eleganti località termali della Savoia francese e proseguendo sino a Ginevra, di nuovo in territorio svizzero, tutta la costa meridionale del lago offre riparo ad una ricca e variata avifauna acquatica. Capita allora di vedere centinaia di anatre, smerghi e svassi punteggiare le calme acque dei porticcioli, indifferenti all’attività umana, peraltro molto ridotta nella stagione invernale. Alcuni di essi si fermeranno per tutta la stagione, arrivando a nidificare direttamente sulle barche ormeggiate. Orchi marini, strolaghe e quattrocchi si mantengono un po’ più lontani, al di là dei moli.

    L’immagine raffigura un maschio di moriglione ripreso proprio in un porto lacustre del Lemano. Per una volta la fotografia non è di chi vi scrive, ma di Annamaria Flagiello e Renato Fano, due titolati fotografi naturalisti a cui va dato il merito di un’interpretazione originale; hanno infatti volto in loro favore ciò che di solito è un ostacolo per chi voglia ritrarre gli animali in un ambiente plausibilmente naturale: la presenza di elementi legati all’uomo. In questo caso parliamo di gomene, barche, pontili, e, appunto, riflessi colorati. Invece di cercare di dribblarli, escludendoli dall’inquadratura, hanno incorporato l’elemento “estraneo” e ne hanno fatto l’ingrediente fondamentale dell’immagine. La corrispondenza di tinte tra il riflesso e il piumaggio dell’animale aggiunge compattezza e pulizia formale allo scatto.