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    Monsieur Cliché

    Siamo tutti conformisti?

    Pubblicato in "L'Arzigogolo" di apr 07, Oasis 169


    Una foto ancora inedita, eppure "già vista"

    Non avete l'impressione che da un po' di tempo a questa parte si vedano in giro sempre le "stesse" foto? Orsi che pescano salmoni o l'onnipresente deserto namibiano con tronchi, per restare nell'esotico… ma anche ruscelli filanti o l'inesorabile lince da area faunistica. Pare chiaro che si siano diffusi dei cliché, sia nell'interpretazione di una foto sia nelle location che nei soggetti ritratti: la sensazione é di poca freschezza e originalità. 

    È ovvio che non s'inventa nulla, in fotografia come in altri campi: si parte da basi preesistenti, da cui si evolve per passi graduali. La foto naturalistica si è sprovincializzata, negli ultimi vent'anni, affrancandosi dalla mera fotografia di animali. Anche i grafismi o le interpretazioni più spinte hanno ora molti estimatori, e l'attenzione alla qualità é maggiore. Il contatto con l'estero ha fatto sì che molti, me compreso, abbiano tratto ispirazione dai migliori, come peraltro è giusto. 

    Si parla apertamente di foto "alla Shaw", per citarne uno solo. Tuttavia si è forse andati troppo oltre, complici anche internet e il digitale: il web rende disponibile un'enorme quantità di immagini, laddove prima esisteva un limitato numero di canali cartacei. I riferimenti ora sono a livello planetario e virtualmente infiniti. Una piattaforma più vasta di appassionati e una più ampia condivisione hanno incrementato l'uniformità nella produzione fotografica. 

    L'osservatore ha la sensazione di aver già visto tutto, e il fotografo dispone di una pletora di canoni cui aderire passivamente. Intendiamoci: non é per nulla facile essere originali, soprattutto in un genere in cui la possibilità di intervenire sulla scena è pressoché nulla. L'impressione, però, è che molti non facciano nemmeno lo sforzo di provarci! Si tende a imitare piuttosto che utilizzare i modelli come punto di partenza per dire "ora inserisco qualcosa di solo mio". 

    Risultato: appiattimento piuttosto che nuova linfa alla creatività. Il cliché ci dà anche la sicurezza che la foto sarà più facilmente accolta. Forse il peccato originale è proprio fotografare pensando a come ci giudicherà il prossimo, e non cercando di esprimersi in modo personale. In questo senso l'esposizione che il web garantisce può avere persino un impatto psicologicamente negativo.

     L'ispirazione non sia quindi un'emulazione sterile, ma lo spunto al quale aggiungere quel je ne sais quoi che renda l'immagine più nostra, usando sempre una tecnica irreprensibile (una copia approssimativa restituisce una sensazione di deja vu; una impeccabile… è un "classico"). La vera sfida, però, resta esprimerci senza riguardo a ciò che crediamo gli altri si aspettino da noi…madames et monsieurs, dipende da voi: faites votre jeu!