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    Il bruco e la farfalla

    Quando una foto mette le ali.

    Pubblicato in "L'Arzigogolo" di feb/mar 07, Oasis 168


    Mi capita spesso di meditare, soprattutto da quando hanno scoperto che aumenta le dimensioni del cervello (il mio ne ha un gran bisogno). Lasciar la mente a vagare per libere associazioni… qualcuno direbbe oziare, ma tant'è: resta un buon sistema per alimentare fantasia e creatività, sempre se non ci si addormenta prima. In uno di questi momenti pensavo al ciclo vitale delle farfalle: la larva, o, con termine più aggraziato, il bruco, che spende settimane nel divorare quantità enormi di materia vegetale, crescendo vertiginosamente per poi farsi crisalide. 

    E settimane ancora per finalizzare questa fase preparatoria in un'esplosione di colore, diventando infine quello che qualcuno ha chiamato con metafora straordinaria un "fiore che vola".

    Un esempio calzante, a mio parere, di foto "farfalla"

    Molte specie di farfalle vivono di una vita effimera. Che duri un giorno o alcune settimane, la sproporzione tra lunghezza della preparazione e vita dell'animale compiuto ci colpisce in ogni caso. Vien da pensare che siamo noi a fare un'operazione impropria applicando categorie umane, per cui la farfalla ci appare come la vita adulta, e la larva il preliminare. Chissà che non sia il contrario, che la vita dei lepidotteri non sia poi quella da bruco, con lo stadio finale come mero canto di cigno, utile solo ad attirare il proprio simile e riprodursi: un'estrema celebrazione di grazia disperata. Una sorta di ciclo vitale contrario rispetto al nostro, una dorata pensione anticipata che va a concludersi con la riproduzione (ammettiamolo: un buon modo di andarsene).

    Mi sono reso conto che noi fotografi siamo bruchi. Divoriamo quintali di realtà, ci passano davanti agli occhi infinite visioni, eventi, scenari, dettagli… Li ingeriamo, masticandone la dura scorza reale e cercando di assimilarne la concreta fibra, a volte davvero indigesta. Pensare fotografia, in fondo, vuol dire essere sempre sintonizzati sull'apparenza di ciò che ci circonda, un costante macinar di sguardi in termini creativi.

    Di queste immagini facciamo nostra la gran parte, assorbendola magari senza rendercene conto. Tecnica e fotocamera diventano poi la nostra crisalide, tramite la quale concretizziamo ciò che si é visto… e non è per nulla facile tramutare una materia prima concreta, strutture fisiche e reali, in una precaria e fugace materia estetica che tocchi le corde della sensibilità di ognuno, forme e colori che trasfigurandosi arrivino fin nell'animo. Così solo pochissime fotografie arrivano a farsi farfalla, care agli occhi e al cuore. Abbastanza belle da evocare suggestioni, da animarsi e volar via con ali proprie… come la farfalla, allora, la bellezza si libera e si libra, ed é una magia meravigliosa, come lei seducente ed altrettanto effimera, perché l'emozione che ci regala sovente non dura più di un suo batter d'ali.