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    La bolla digitale

    Pubblicato in "L'Arzigogolo" di giu/lug 06, Oasis 166


    Digitale sì, digitale no… dopo tutto il gran parlare e gli accesi dibattiti su forum e blog, in quei luoghi non luoghi che la tecnologia ci garantisce per condividere in modo sempre più rapido le nostre isterie, ecco arrivato anche per me il momento del Grande Passo. Ho acquistato la mia prima reflex digitale. Ero lì, con la confezione in mano, e la sensazione che ciò che stavo per fare rappresentasse in qualche modo una cesura col passato: stavo per entrare in un mondo in parte inesplorato… o no? Come sarebbe stato essere un fotografo digitale? Il mio modo di fotografare sarebbe rimasto lo stesso? Scartando la confezione, tutte le speculazioni degli anni precedenti, le testimonianze di chi ci era già passato e le illazioni di chi ancora non aveva provato, mi risuonavano nella mente.

    La mia prima "vera" foto digitale, un fiore del genere Trapogon. Sorpresa… è (solo) una foto

    Immaginavo, quasi per gioco, che prendendola in mano mi sarei circonfuso di una luce mistica, trasfigurandomi come se la Forza fosse stata con me.

    Ho aperto la scatola ed estratto la fotocamera, una lampada d'Aladino il cui genio doveva traghettarmi per incanto nella Nuova Era. Bella a vedersi, nulla da dire, e solida e fascinosa, piena di tasti sconosciuti e promesse di nuovi e magnifici scatti in libertà. Eppure somigliava stranamente ad una normale macchina fotografica, di quelle che di solito assillano il fotografo con l'assurda pretesa di essere impugnate e dirette verso un soggetto, e impostate e… insomma, l'oggetto misterioso non era poi così misterioso, ed io non ero diverso da prima, a parte qualche migliaio di euro in meno in tasca. Avevo una fotocamera in mano, e come sempre poche idee nella testa e poco tempo per metterle in pratica. Ho iniziato ad usarla con naturalezza, senza soluzione di continuità rispetto a prima, come se non avessi fatto altro negli anni precedenti (e in realtà é proprio così). Né il mio approccio alla fotografia né le mie foto sono minimamente cambiati (qualcuno dirà: purtroppo). È cambiato un parametro tecnologico, importante certo, ma non fondamentale: esattamente come quando nacque l'autofocus, o la visione reflex anziché quella a telemetro.

    Per un attimo, insomma, avevo perso di vista la semplice verità: una fotocamera è una fotocamera, una fotografia è una fotografia. Fino a questo punto ci facciamo condizionare dalle parole, dai termini e dalle metafore suggestive… E in effetti, man mano che le reflex digitali si vanno diffondendo la discussione sulla Nuova Fotografia sta scemando fino a sparire. La Grande Diatriba è evaporata, si è afflosciata alla chetichella, scomparendo dai discorsi e dalle preoccupazioni quotidiane dei fotografi, e con lei tutta la massa di parole e di contese sulla Novità del Momento, e sulla sua ragion d'essere.

    Fra un paio d'anni, quando le macchine a pellicola non si produrranno più, nessuno si porrà più la questione. Chissà che ora qualcuno non cominci a pensare anche a come sono le sue immagini, anziché allo strumento che usa per farle. E ora che la bolla digitale si è sgonfiata, torniamo per favore tutti quanti a parlare di fotografia.