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    Caro Babbo Natale...

    Pubblicato in "L'Arzigogolo" di nov/dic 05, Oasis 163


    ...stavo quasi per scriverti un'email, visto che ormai sei dotato di posta elettronica (a proposito, a quando un blog?), poi ho pensato di restare nel solco della vecchia, cara tradizione. Quest'anno i miei desideri non sono oggetti, ma cose che vorrei si avverassero. Vedi tu cosa riesci a fare.

    Vorrei che l’attrezzatura fotografica costasse sempre meno, e che i compensi per i fotografi aumentassero ogni anno un po' di più, anziché l'esatto contrario. 

    Vorrei che gli editori non chiedessero più fotografie a titolo gratuito, e che pagarle fosse scontato, come si pagano giornalisti, tipografie o cartiere; e vorrei che i fotoamatori non si accontentassero di essere pubblicati, ma chiedessero sempre un giusto compenso: perché una foto è una foto, chiunque ne sia l'autore. 

    Vorrei che le immagini fossero scelte in base alla qualità, e non al listino. Vorrei che nel nostro paese il pubblico fosse così vasto e preparato da rendere questa politica premiante. 

    Vorrei smettere di chiedermi, quando pago i conti, se ho sbagliato a fare della foto di natura un mestiere. Vorrei avere più tempo per fotografare, anziché passare le giornate su un computer, a scrivere rubriche.

    Vorrei che i fotografi parlassero della loro creatività senza pudori, anziché nascondersi dietro il loro corredo, e che fosse chiaro una volta per tutte che la fotocamera non conta: è il fotografo che crea l'immagine. Ma, certo, non mi spiacerebbe trovare sotto l'albero l'ultima reflex digitale. 

    Vorrei che la gente smettesse di chiedere pareri sulle foto, per offendersi non appena gli viene dato... e vorrei riuscire a non prendermela quando criticano le mie.

    Vorrei che i fotografi naturalisti, di qualsiasi livello, fossero una categoria unita e solidale, che potrebbe fare molto per la Natura, e non individui isolati, quando non divisi in fazioni. 

    Una cincia siberiana come il puntale di un albero di Natale

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    Vorrei non vedere più individui armati che girano intorno a casa sparando (e lo chiamano sport), e vorrei veder tornare gli animali nella mia campagna, ora così vuota. Vorrei vedere nella mia vita almeno la riva di un torrente senza rifiuti plastici.

    Vorrei un mondo di vegetariani, in cui quel 60% di coltivazioni che nutrono bestiame da carne per il 10% dell'umanità, servisse finalmente a nutrirne il restante 90. 

    Vorrei che tutti i fotografi di guerra perdessero definitivamente il lavoro per mancanza di soggetti, e vedere un singolo giorno di vera pace; vorrei che non si prendesse più la religione come scusa per compiere misfatti che nessun tipo di divinità potrebbe mai volere. 

    Vorrei che nessuno mi accusasse di demagogia, dopo aver letto queste righe: sperare è umano, e io spero in tutta sincerità.

    Caro Babbo Natale, forse sono un ingenuo a scriverti certe cose: tu i miracoli non li puoi mica fare, e d’altra parte come potresti, visto che sei stato inventato dalla pubblicità di una famosa bevanda con le bollicine? Quando venni a saperlo, ti confesso che rimasi deluso... Tanto valeva aver scritto, in tutti questi anni, a Mastro Lindo, oppure al Gigante Buono (per chi se lo ricorda).

    Per i miracoli forse dovrei rivolgermi a Gesù Bambino: pare che il suo babbo in questo genere di cose sia un vero Padreterno. Forse si é dato anche Lui alla pubblicità: credo sia quell'anziano signore che passa il tempo gustando un noto caffè, lassù in mezzo alle nuvole... a giudicare da come vanno le cose qui, deve piacergli davvero molto.

    Buone Feste a tutti.