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...stavo quasi per scriverti un'email,
visto che ormai sei dotato di posta elettronica (a proposito, a quando un blog?),
poi ho pensato di restare nel solco della vecchia, cara tradizione. Quest'anno i
miei desideri non sono oggetti, ma cose che vorrei si avverassero. Vedi tu cosa
riesci a fare.
Vorrei che l’attrezzatura
fotografica costasse sempre meno, e che i compensi per i fotografi aumentassero
ogni anno un po' di più, anziché l'esatto contrario.
Vorrei che gli editori
non chiedessero più fotografie a titolo gratuito, e che pagarle fosse scontato,
come si pagano giornalisti, tipografie o cartiere; e vorrei che i fotoamatori
non si accontentassero di essere pubblicati, ma chiedessero sempre un giusto
compenso: perché una foto è una foto, chiunque ne sia l'autore.
Vorrei che le
immagini fossero scelte in base alla qualità, e non al listino. Vorrei che nel
nostro paese il pubblico fosse così vasto e preparato da rendere questa
politica premiante.
Vorrei smettere di chiedermi, quando pago i conti, se ho
sbagliato a fare della foto di natura un mestiere. Vorrei avere più tempo per
fotografare, anziché passare le giornate su un computer, a scrivere rubriche.
Vorrei che i fotografi parlassero
della loro creatività senza pudori, anziché nascondersi dietro il loro
corredo, e che fosse chiaro una volta per tutte che la fotocamera non conta: è
il fotografo che crea l'immagine. Ma, certo, non mi spiacerebbe trovare sotto
l'albero l'ultima reflex digitale.
Vorrei che la gente smettesse di chiedere
pareri sulle foto, per offendersi non appena gli viene dato... e vorrei riuscire
a non prendermela quando criticano le mie.
Vorrei che i fotografi naturalisti,
di qualsiasi livello, fossero una categoria unita e solidale, che potrebbe fare
molto per la Natura, e non individui isolati, quando non divisi in fazioni.
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Una
cincia siberiana come il puntale di un albero di Natale
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